19 novembre 2017

 
Articoli di approfondimento

Questa sezione tratta temi di interesse sociale, religioso, culturale, in ambito locale, nazionale o mondiale. Coloro che vogliono proporre argomenti, aprire nuovi dibattiti, dare le proprie impressioni ed opinioni, Ŕ attiva l'e-mail postmaster@figliedidangiuseppe.org.


Osservazioni in merito all'intervento del Santo Padre Benedetto XVI indirizzato ai politici partecipanti all'Internazionale Democratico-Cristiana
Domenica 30 settembre 2012

Carissimi Genitori ed Amici,
condividiamo con Voi questa nostra riflessione: abbiamo letto la notizia - ormai una settimana fa - dell'intervento del Santo Padre Benedetto XVI indirizzato ai politici partecipanti all'Internazionale Democratico-Cristiana. L'intervento ribadiva la necessità, soprattutto per chi si professa credente ed opera in prima persona in politica, di essere sempre guidati da un'etica chiara e dal primato assoluto della dignità della persona. Ancora una volta il Papa, in un contesto sociale di grande confusione, ha detto con coraggio che per salvaguardare la dignità della persona occorre salvaguardare la famiglia, la realtà del matrimonio, di un matrimonio naturalmente fondato sull'unione di un uomo e di una donna che non fanno della loro unione un egoismo a due, una realtà chiusa, ma aperta al dono di sè, alla vita, agli altri. Una dignità che va tutelata nel momento della malattia grave, nel momento della vecchiaia, nel momento in cui un uomo è ancora nel grambo di sua madre, ma è un uomo e ha diritto alla vita, come lo ha ciascuno di noi!

Sul sito del Corriere della sera c'erano i commenti di qualche lettore a questa notizia. A parte il fatto che questi siti di "scambio di opinioni" hanno in genere un livello estremamente basso di contenuti e fa impressione notare come, in questo nostro mondo virtuale dove la comunicazione sembrerebbe così facile, in realtà diventa estremamente difficile perchè è anonima, spesso superficiale, cattiva, volgare, prepotente e ignorante. Comunque alcuni commentavano insultando senza alcun ritegno il Santo Padre e rimproverandogli di essere molto ottuso, poichè continua ad insistere sulle stesse idee, mentre ci sono problemi "ben più gravi", come la corruzione nella politica che è ormai praticamente totale. Secondo questi lettori, di questo doveva occuparsi il Papa nel suo messaggio e non di altro perchè questi sono i veri scandali, e non l'aborto, non il divorzio, non l'eutanasia e l'eugenetica.

E' molto facile farsi prendere da questi ragionamenti, le persone spesso "bevono" da questi siti e il proprio cervello si addormenta. Ma si staglia davvero esemplare, libera e ferma la figura del Papa e il suo insegnamento costante, netto: certo che la corruzione a tutti i livelli è un male grande da combattere. Ma è vuoto moralismo pensare di combatterlo senza andare alla radice di tale male. E il Papa non è un vuoto moralista (come spesso lo è invece il pensiero comune, troppo sganciato dal cuore dell'uomo) e quindi con grande coraggio indica a tutti la radice del male: la mancanza di un contesto naturale familiare sano, dove si sperimenti davvero l'amore reciproco fedele e si possa maturare e crescere in esso. Senza questo contesto garantito e protetto non possono crescere giovani e uomini solidi, onesti, veri. La corruzione e l'egoismo ad un livello così diffuso ne sono le conseguenze pratiche. Certo l'uomo è sempre tentato di corruzione e può cadere, perchè è peccatore e debole. Ma se il contesto nel quale è nato e cresciuto è un contesto di autentico amore, di valori intoccabili come il rispetto della vita propria ed altrui, sarà più facile un risanamento della società. E' sotto gli occhi di tutti che l'abbandono di alcuni valori fondamentali non sta portando certo onestà, pace e stabilità in seno alla società. Siamo in una società sempre più individualista, chiusa, sfiduciata, prepotente, senza rispetto per nessuno. Bisogna essere disonesti per non ammetterlo.

Il discepolo di Cristo, il cristiano, sa che ha anche questo grande dono dal suo Signore: ha lasciato in Pietro - nel Papa - uno strumento di orientamento, di luce, di guida, garantendogli l'assistenza fedele dello Spirito Santo. Ascoltiamo con coraggio il Papa, come lui con coraggio parla, fedele al suo mandato. Con coraggio, sì, perchè gli insulti non ci mancano. Ma il cuore, più che dell'appaluso del pensiero comune, ha bisogno di Verità.

Con affetto,
le Suore


Viviamo la festa di S. Giuseppe
meditando le parole del Santo Padre Benedetto XVI


Educarsi per educare ... il cuore

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Conferenza: "Educare alla libertÓ"

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Festa di San Giuseppe:
Omelia di S.Em. R. il Cardinal Mauro Piacenza
19 marzo 2011

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BENEDETTO XVI: UDIENZA GENERALE presso l'Aula Paolo VI
Mercoledý, 12 gennaio 2011: Santa Caterina da Genova

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Schema della conferenza
"A proposito del Concilio Vaticano II
"

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TERZA CATECHESI:
'LA VOCAZIONE CONIUGALE'

Oggi dobbiamo riflettere su una dimensione profonda della vita coniugale. Prima però di cominciare dobbiamo fare un piccolo sforzo di memoria nel ricordare ciò che abbiamo detto nelle catechesi precedenti.

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SECONDA CATECHESI:
'IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO'

La nostra catechesi oggi affronta l'aspetto più bello e più grande del matrimonio cristiano.
Tutti sappiamo dal catechismo che il matrimonio è un sacramento. Che cosa significa questa affermazione? che cosa vuol dire: "è un sacramento"? Possiamo dare ordine alla nostra riflessione, dividendola in tre parti. Dapprima cercheremo di spiegare che cosa è un sacramento in generale; poi vedremo che cosa è il sacramento del matrimonio ed infine rifletteremo su alcune conseguenze di questo insegnamento della Chiesa.

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PRIMA CATECHESI:
'GRANDEZZA E FRAGILITÀ
DELL'AMORE CONIUGALE
'

Vi proponiamo una serie di catechesi sul  Sacramento del Matrimonio, tenute dal Card. Carlo Caffarra.
Sono spunti molto belli, soprattutto molto utili per riflettere e trarre conseguenze pratiche per vivere la propria vocazione coniugale in pienezza.

La prima è:  “GRANDEZZA E FRAGILITÀDELL'AMORE CONIUGALE”

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Omelia di S.E.R.ma Mons. Francesco Moraglia il giorno della “Domenica delle famiglie”

Vorrei soffermarmi con voi su alcune idee di fondo. Abbiamo ascoltato nel Vangelo di Gesù che la conoscenza e l’amore vanno insieme. Gesù dice: “Io chiamo le mie pecore una ad una, le conduco, cammino davanti a loro e loro mi seguono. Conoscono la mia voce.” Fermiamoci su questo punto perché è utile per riflettere sulla vita familiare, sul nostro modo di vivere la vita familiare. L’amore non può prescindere dalla conoscenza. C’è un rapporto stretto tra conoscenza e amore. Io non posso amare una persona se prima non la conosco. Ma è vero anche che se io amo una persona, mi interessa conoscerla. Quindi tra conoscenza e amore si istituisce un circolo virtuoso: io amo perché conosco, ma io ho una conoscenza vera di una persona solamente se la amo. Allora la conoscenza diventa sempre anche un fatto di cuore. Conosce solo chi ama. Ma per conoscere bisogna fare una scelta: avere tempo, esserci. Io posso amare e conoscere solamente se decido di essere presente, di esserci. L’essere presente è già una forma di amore. Ma facciamo un altro passo in aventi: non basta amare, bisogna che le persone che noi amiamo percepiscano il nostro amore. Don Bosco ai primi salesiani diceva: “Non basta che voi amiate i vostri ragazzi, bisogna anche che loro percepiscano, capiscano che voi li amate” Fa parte dell’amore mandare questo messaggio, anche perché far percepire il nostro amore agli altri vuol dire anche non amare gli altri in modo egoistico. Certi genitori amano i figli, ma a loro modo… secondo un loro schema…

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Emergenza educativa: impegno, bellezza, fatica di educare
Castel S. Pietro Terme, 6 novembre 2007

Proponiamo ai genitori e a quanti sono interessati al tema dell'educazione una relazione del Card. Carlo Caffarra

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